martedì, 17 novembre 2009

la nouvelle cuisine secondo...mio padre!!!

s'è sempre detto che i crucchi di cucina non ci capiscono nulla, anche in letteratura (il prof Baer, il marito di Jo di "Piccole Donne" "Piccole Donne Crescono", "La vendetta di Piccole Donne" <ehm no questo non esiste>, pare che avrebbe ammollato ai nipoti della sua defunta sorella mele acerbe, bottoni e quant'altro convinto che "quel che non strozza ingrassa"...); il mì babbo in realtà è di ancora più in su rispetto ai crucchi... in teoria saprebbe cucinare, in pratica un po' s'è adagiato, con tre donne per casa vorrei ben vedere, ed un po' è terribilmente distratto...

domenica scorsa sono entrata in cucina arruffata, nel vestaglione antistupro cucito da mammà, e, ancora non in grado di intendere e volere, mi ponevo in modalità "colazione lenta"

precisazione 1, nonchè digressione: "la colazione lenta" è un 'rituale' mio e solo mio (c'ho il copy) a cui mi dedico nei giorni in cui non devo correre fuori, quindi niente tazza di yoghurt e 3 biscotti, no... mi siedo, davanti a me la mia bella scodella (non di quelle per il cane, di quelle che gli anglofoni chiamano 'bowl') con i fiori di ciliegio dipinti sopra, i cereali (il muesli col cioccolato attualmente è in), un bel bicchiere di succo d'ananas, se poi me la scialo tiro fuori il tostapane e mi fo uno o due fette di pan carrè col 'prussjut' (come dicono i croati) giusto per ricordare le mie origini barbare ... mi godo quindi un po' di quiete...

precisazione 2, mia madre è da un annetto che fa lo yoghurt a casa, quindi, oltre a non avere più a disposizione quei bei barattoloni dentro cui mischiavo e creavo colori con cui dipingevo il mio mondo, se va bene c'è la pentola con lo yoghurt, se va male si raschia da qualche barattolo

domenica, dicevo, mio padre in uno dei suoi gesti d'affetto, m'ha tirato fuori il succo e... quello che credeva che fosse yoghurt, che io ho prontamente versato sul muesli al cioccolato

già alla prima cucchiata avevo un sentore che un qualcosa non andava, alla seconda sentivo il sapore di burro, alla terza inizavo ad essere nauseata, alla quarta sollevo la questione col genitore:

  • io - "Pà, ma lo yoghurt ha un sapore strano..."
  • lui - "ma no, è venuto benissimo questa volta!!"
  • io, passandogli una cucchiaiata di yoghurt mondo da muesli, - "boh, io sento un sapore strano...senti un po'..."
  • lui, assaggiando, - "è buono!! non è che sono i cereali?"
  • io "ma, li ho mangiati pure l'altra volta...non m'era parso..." dopo un'ulteriore cucchiaiata decido che "nun ja pozzo fà" allontano la scodella "non ce la faccio, che faccio li butto?"
  • lui: "non sia mai!!" ed in 4 bocconi ha finito il tutto

più tardi parlando con mia madre le riferisco che "lo yoghurt aveva uno strano sapore", lei ha ribadito quanto aveva detto mein pater cioè che era "impossibile, è venuto così bene questa volta!!"

ma dopo un po' si illumina, va al frigo, l'apre e tira fuori due barattoli, solo uno aveva lo yoghurt l'altro aveva un mix di besciamella e panna da cucina...

secondo voi quale m'era capitato in sorte?

allora, a me la bèchamel piace, tipo nelle lasagne, sul cavolfiore, nella pasta al forno... sui cereali... NO!

ho avuto la nausea tutto il giorno, a cena poi.. un bel piatto di pasta al forno che galleggiava nella besciamella!! ho proposto che si sperimetasse lo yoghurt in sostituzione (mentre cercavo di frenare i rigurgiti)

ma in tutto ciò una domanda sorge spontanea...

ma che ha mio padre nello stomaco???

postato da: AiLund alle ore 20:38 | link | commenti
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mercoledì, 04 novembre 2009

e di che razza è il tuo?

una collega parlando al telefono  di un tipo con cui ha appena concluso un appuntamento (di lavoro):

"mmmmm, bello...e poi è pure persiano, che è una razza proprio bella!!"

...ma sta parlando di un gatto?

mah

postato da: AiLund alle ore 12:18 | link | commenti
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martedì, 03 novembre 2009

"l'utente da lei selezionato sta sclerando..."

ci sono momenti in cui certe cose ti vengono così, senza pensare, in quei momenti - specie se si è da soli - anche se una piccola parte di te ti sta dicendo che stai per fare una cazzata, fai cose che normalmente non faresti mai.

oggi, ore 13.30, pausa pranzo, il telefono squilla, la sigla ISDN (= Integrated Services Digital Network, in altre parole numero anonimo) appare sul display, dopo tot squilli smette, ricomincia dopo un secondo, così per altre 4 volte alla 5a alzo il ricevitore, impostando mentalmente la voce:

"Risponde la segreteria telefonica del Consorzio XYZ, al momento siamo in pausa pranzo, riprovate dopo le 14.30" ed attacco

ps: la pausa finisce alle 14.00, ma non li sopportavo più...e soprattutto ho sparato il primo orario che m'è passato per la mente

ps2: ho raccontato la cosa ad Igor, a casa con l'influenza, la sua risposta/sostegno è stata "ah beh, in bocca al lupo..." < che tesoro...^^; >

...adesso la vocina dentro di me dice che potrei essere nella cacca...

...farò finta di non sentirla...

postato da: AiLund alle ore 16:14 | link | commenti (2)
categorie: post inutile, office, grezzacce varie, acidità varia, mentals
mercoledì, 14 ottobre 2009

Karl vs le curve

The anorexic chicks, the model 6
They dont hold no weight with me
Well 8 or 9, well thats just fine
But I like to hold something I can see


Karl Lagerfeld attacca una rivista "Brigitte", credo tedesca, perchè ha scelto di mettere donne "normali" e non modelle sulle proprie pagine... quindi Karl (e modelle) vs donne "comuni" = madri, professioniste etc.... Godzilla contro Gamera era meglio... qui si rasenta lo squallido...

con taaaaanta taaaaanta simpatia il tipo parte all'attacco dicendo che nessuno "vuole vedere donne rotonde", (prego?? O.o Tza-Tza Gabor si starà rivoltando nella tomba - è morta vero? non è che sto facendo una gaffe tipo quella tipa con la sesta di reggiseno e la retro di cervello?? - lei che diceva "tenetevi le curve: magari sono pericolose ma nessuno le eviterà mai"...a meno di 24h devo fare un'errata corrige la frase è di Mae West)  spara a zero sulle mamme "grasse che si siedono davanti alla tv con i loro pacchetti di patatine"... che uomo di gran classe...che stile... no, non sto parlando dei suoi abiti...

ed io leggo, penso, mi rode... mi rode perchè, anche se so pensare col mio cervello, even if (a scuola mi hanno insegnato che le ripetizioni sono un errore...e se lo scrivo in un'altra lingua?) sono un essere sensiente (parrebbe), anche a me hanno fatto il lavaggio del cervello... io che quando salgo sulla bilancia spero di non vedere variazioni (in salita, sono onesta, più che in discesa), io che dentro di me gongolo quando mi dicono che sono dimagrita (e mica è detto che sia positivo), io che ho rasentato i due opposti del "problema cibo" ed ogni tanto mi ci muovo attorno... il cibo rimarrà sempre la mia maniera per manifestare malessere? ne troverò altri? no, già questo è troppo...

non lo so... fatto sta che su quel treno, mentre congelo, mentre m'innervosisco per il ritardo che si accumula, m'innervosisco con un tizio che, a guardare la foto, ormai è "congelato"  da botulino,  il cui cervello ha accumulato un ritardo tale che ormai i neuroni hanno lasciato la banchina, che probabilmente le donne non le ha mai amate particolarmente (non sono sicura, dovrei vedere qualcuno dei suoi capi per poterlo affermare con certezza), che inneggia al mondo da sogno ("Il mondo della moda è fatto di sogni ed illusioni")  dove le donne sono appendiabiti, appendiabiti che mostrano i suoi vestiti, non li indossano... perchè del resto siamo noi che portiamo i vestiti e non loro ad essere indossati da noi...

quel "mondo", come tanti altri "mondi", impongono ad ogni essere femminile su due gambe (=donna, avete presente?) di ogni età di avere un determinato fisico, essere in una determinata maniera., a saper fare ogni cosa, ad annullarsi ed al tempo stesso a muoversi a spallate... essere semplicemente PERFETTE...e per essere tali dobbiamo, soprattutto, essere "magre", fino ad affamarci... dobbiamo rientrare nei canoni, canoni stabiliti da altri...una bella pressione...

l'ultima volta che sono stata in Svezia, non ricordo se ne ho già parlato, parlavo con una parente di mio padre, la quale mi spiegava che, anche nella civilissima (dal punto nostro di vista) Svezia, le donne sono sottoposte ad una pressione sociale tale da "sfogare" questa pressione bevendo...
bevono da sole, bevono tanto, bevono per stordirsi... e così non sentirsi più inadeguate in una società che molto chiede da loro... dico loro, ma dovrei dire noi... come ci giriamo alla fine è una battaglia per l'affermazione, una battaglia per il rispetto, una battaglia...

una battaglia che per ora non ci vede vincitrici, a volte pare tanto se strappiamo un dignitoso pareggio, andando a stravolgere quello che siamo, paradossalmente il più delle volte il nostro peggior nemico siamo noi...

noi donne, tra donne, in determinati ambiti possiamo divenire spietate, mi vengono i brividi se penso alle affermazioni della responsabile dell'amministrazione in ufficio da me quando ci fu l'annuncio che una collega era incinta: "ma perchè non le annegano??". siamo ormai così abituate a fare e dare battaglia che alla fine ci facciamo battaglia tra di noi, ed è una guerra tra poveri, che non ci porterà a nulla... se non a rimanere dove siamo ora...

ma torno al signor stilista dell'inizio (io divago, perdonatemi, ma ho avuto ottimi maestri in materia), mi vien da dire "No Karlo, no Karlo io non ci kasko..." (ok, battuta fiacca), mia madre - giusto per fare un esempio a me vicino - non stava davanti alla tv col suo bel pacchetto di patatine invidiando a morte quelle poverette che "portano in giro i tuoi vestiti d'haute couture", nessuna delle mie zie lo ha fatto, nessuna di loro ne aveva il tempo... troppo impegnate a gestire figli, marito, casa e lavoro (non necessariamente in quest'ordine) per avere il tempo per farlo...

vabbuon...al solito ho messo un po' troppa confusione in questi miei pensieri, passo quindi a farvi leggere un post che ho trovato in rete che affronta meglio ed in maniera più chiara parte di quello che ho piazzato sul fuoco dei miei pensieri:

Donne alla ricerca della felicità - come decrescere, senza far danni, ed essere più felici
di Annalisa Melis
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Carriera o famiglia? Aggressività o dolcezza? La controversa società di oggi obbliga le donne ad una dolorosa scelta che, il più delle volte, comporta il sacrificio della femminilità sull’altare delle logiche del mercato. Quest’ultimo, nuovo potente padrone, ha reso la donna moderna “libera ed emancipata” ancora una volta schiava, stavolta del sistema. Spezzare le catene, tuttavia, è ancora possibile. La decrescita felice ci spiega come riuscirci…
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"Tante volte penso che se fossi nata uomo certi conflitti interni che mi rendono frustrata e ansiosa non li avrei"
Sarebbe stato meglio nascere maschio o femmina? Uguale, spesso mi rispondo.Oggi, nell’Occidente industrializzato, le disparità tra uomo e donna non sono poi così tante ed io, comunque, ho la fortuna di godere di una serie di diritti che purtroppo le mie ave non avevano e le donne di altri Paesi nel mondo non hanno tuttora.

Soprattutto abitando in una grande città, anche se fossi un uomo vivrei il malessere di sentirmi la rotella di un grande ingranaggio: la società iper-produttiva e iper-consumistica che vuole consumatori al posto di persone e che cerca di stritolare al suo passaggio tutto ciò che incontra, compresi il senso critico ed il buonsenso dei cittadini.

Poi mi fermo a considerare le vite di mia nonna o di mia madre paragonate alla mia: se loro invidiano la mia (pseudo) libertà, io invidio loro per i rapporti sociali e familiari che avevano.

Tante volte penso che se fossi nata uomo certi conflitti interni che mi rendono frustrata e ansiosa non li avrei.

Cedere a quella parte di me che vuole tranquillità, benessere ed essere mite senza dominare, o a quella che necessita di esprimere la propria personalità ed avere un posto nel mondo (e che per farlo ha bisogno di imporsi con forza)?

Tentare di fare carriera nel lavoro con lo slancio aggressivo che ciò comporta o relegare la vita professionale in secondo piano per dare spazio a famiglia e casa?

Non mi va di fare una scelta simile, ma pare che non ci siano vie di mezzo: non è possibile lavorare poco ed essere realizzati e ben pagati, né lavorare tanto ed avere comunque tempo libero per il resto. Inoltre, nei più svariati campi dell’esistenza spesso o ti imponi o vieni sottomesso.

In un mondo che vede il successo solo come raggiungimento di un’alta posizione sociale e lavorativa attraverso la competizione e l’egoismo (caratteristiche maschili!è testosterone!), come coniugare la spinta all’indipendenza e all’autorealizzazione propri di ogni persona intelligente e libera, con quella tendenza alla dolcezza, alla maternità, ai rapporti basati su dialogo e collaborazione che mi porto dentro come eredità del secolare ruolo femminile nella società?

Come coniugare il desiderio di indipendenza con l'istinto materno e la femminilità?
L’istinto, quasi biologico, di avere una famiglia e di occuparsi delle persone care mal si addice all’icona della donna di successo e si sposa malissimo anche con la figura di una modesta, e un po' “sfigata”, lavoratrice urbana…Cosa fa, infatti, una donna “cittadina” oggi? Esacerba il suo lato maschile.

Gareggia, compete, entra in guerra con la schiera di concorrenti che aspettano un lavoro e, una volta ottenuto, si fa in quattro per tenerselo, magari accettando di fare straordinari massacranti, sopportando umiliazioni o schiacciando cinicamente gli avversari nella scalata sociale.

La donna cittadina non ha tempo per sé, vive in mezzo al cemento ed è costretta ad acquistare qualsiasi bene e a demandare ad altri qualsiasi servizio sociale (compresa la cura dei bimbi di pochi mesi!) perché non sa più come e quando farlo (ma più lavora o ha successo e più ha soldi per delegare, che bello!).

Ogni lei, nella nevrosi della disumanizzazione degli abitanti di una grande città, ha paura del prossimo e non si fida di nessuno… Cosa c'è di femminile in tutto questo?

Ah no, scusate, dimenticavo il venerdì ed il sabato sera.

Le ragazze, il fine settimana, possono uscire con i propri amici (se sono riuscite in questo caos a mantenerne qualcuno) per “liberarsi dallo stress” fumando, bevendo, spendendo soldi in locali alla moda e vestendosi in modo provocante per dimostrare così la propria femminilità!

E consumare, consumare... anche il sesso.

Un’adulta, invece, nel tempo libero può accompagnare i figli ai vari corsi di piscina, danza, inglese, karate, calcio, pallavolo oppure fare shopping, andare dalla parrucchiera, dall’estetista… tutta qui la femminilità.

Ancora una volta consumare, consumare, consumare.

Per un’anziana, poi, non c'è proprio verso. In pensione, prende una miseria; ha tempo, ma non serve più a questa società e se non ha dei parenti particolarmente caritatevoli, ciò che l'aspetta è la solitudine e spesso la povertà.

Cosa fa una donna “cittadina” oggi? Esacerba il suo lato maschile
Mentre io vivo questa situazione come fonte di enormi conflitti interiori, qualcun’altra invece è felice della propria vita. Tuttavia, il risultato di una società dove la donna ha guadagnato tanti diritti ma ha perso la possibilità (e a volte anche la volontà) di esprimere il proprio essere femminile, è un mondo solo maschile, duro, incompleto e che, anche per questo motivo, non può produrre individui sani. Basta accendere la televisione per rendersi conto della deriva culturale e sociale dell’ "Occidente": dalla degenerazione degli adolescenti, alla donna-oggetto proposta, fino alla gestione pazza e criminale della Terra e dei suoi abitanti da parte dell’elite maschile al potere.

Quando ho letto il libro di Maurizio Pallante, La decrescita felice, ho potuto con commozione trovare i miei stessi dubbi e pensieri nel capitolo in cui parla di donne e famiglie urbane.

Cosa c'entra la decrescita? C’entra parecchio! “Decrescere” vuol dire rallentare, consumare di meno, vivere di più, dedicarsi a ciò che si ama, ritrovare la convivialità nei rapporti con gli altri.

Non possiamo più permetterci di continuare nella corsa sfrenata ad una crescita che non abbiamo idea di dove voglia arrivare. Le risorse non sono illimitate: dobbiamo capirlo e farne un uso più sobrio. Il bello, però, è che così facendo recupereremmo di nuovo degli spazi per noi! Spazi per fare e per pensare.

Tutto ciò non vuol dire riproporre schemi del passato, ma recuperare ciò che di buono abbiamo voluto abbandonare in nome di una innovazione totale.

Tra le vittime del progresso vi è, ad esempio, la famiglia allargata.

Questa è morta con le industrie ed il capitalismo che, avendo bisogno di sempre più braccia a buon mercato per produrre, hanno sfruttato la voglia delle donne di uscire dal controllo di un padre o marito “padrone” per dar loro un posto nel grande mondo del lavoro.

Eccole così risucchiate nel girone infernale dei lunghi orari lavorativi, catapultate in città brulicanti di sconosciuti e strappate via al lavoro nei campi e alla loro vita domestica fatta in una grande casa condivisa con la famiglia allargata.

Tra le vittime della società della crescita sfrenata vi è la famiglia allargata
Eppure questo modello familiare aveva una sua funzionalità ed economia. Gli anziani si occupavano di varie cose tra cui la cura dei bambini mentre i genitori adulti erano occupati in altre attività. In passato quelli che oggi vengono chiamati “vecchi” erano considerati, data la lunga esperienza di vita, saggi consiglieri e la preziosa memoria della famiglia. Adesso li rinchiudiamo in ospizi o li abbandoniamo alla povertà solitaria.

I bambini, dopo la scuola, vivevano nel loro nucleo familiare e non venivano parcheggiati per la gran parte della giornata in asili o affidati a baby-sitter.

Perché adesso dobbiamo lavorare, lavorare e ancora lavorare per pagare l'ospizio, l'infermiere, l'asilo, la baby-sitter? Che senso ha?

Prima ci si prendeva cura uno dell'altro, a turno, in un ciclo del tutto naturale.

C'e' chi giustamente controbatte che una famiglia allargata comportava una gestione patriarcale dell'esistenza, con tutte le restrizioni che ne derivano soprattutto alle donne. Queste, oggi, possono avere una cultura e un loro stipendio per non dover più dipendere dagli uomini della famiglia: ciò è senza dubbio un traguardo importantissimo.

Sì, è vero, Non c'è più il padre-padrone, ma pensateci bene. C'è la dipendenza totale da un padrone diverso: il mercato. È questo a decidere quanto vali, quanto puoi guadagnare, comprare e lavorare per pagare cose che prima facevi da sola o tramite la tua famiglia allargata o ancora attraverso la cerchia femminile di solidarietà e mutuo aiuto che esisteva.

Ma davvero questa è libertà? Non avere nessuno che ti aiuta o ti consiglia nelle faccende domestiche e nell'allevamento dei figli? Essere costretta ad abbandonare i bambini in un asilo nido a pagamento con sconosciuti quando hanno appena sei mesi? Rubare solo minuscoli ritagli di tempo per dedicarli a ciò che realmente ami? Dover fare un lavoro spiacevole e competitivo per campare? Davvero la gestione allargata di una casa, di un giardino, della famiglia, era così male?

La chiusura degli individui in singole casette isolate da tutto il resto non può essere considerato un miglioramento rispetto al passato.

Si può provare a pensare a modi alternativi e meno soffocanti di vivere con gli altri per aiutarsi; se tutti lavoriamo un po' di meno possiamo avere tempo per autoprodurre molte cose che ci servono e farle con gioia insieme e per i nostri simili!

Non avremmo più bisogno di vendere tutto il nostro tempo ad aziende e multinazionali e quindi basterebbero meno soldi.

La vera libertà le donne l'avranno solo quando riusciranno ad esprimere la propria femminilità senza per questo dover assomigliare agli uomini
Il tessuto sociale, tanto prezioso da sempre per tutti e soprattutto per le donne e i bambini, e' stato completamente smantellato ed in cambio abbiamo avuto un contentino di finta indipendenza (dipendiamo dal mercato!) e di beni materiali per la maggior parte inutili e inquinanti.E c’è un’altra cosa terribile che è stata fatta alle donne: convincerle che per avere posto nella società debbano dimostrare di essere brave quanto gli uomini e così diventare simili a loro, senza dare nessun riconoscimento alle loro specificità intrinseche. L’alternativa è quella di rinunciare all’ autorealizzazione o all’ indipendenza.

La vera libertà le donne l'avranno solo quando riusciranno ad esprimere la propria femminilità senza per questo dover assomigliare agli uomini; quando avranno modo di dedicarsi ai loro figli, alle persone care, ai loro interessi e attività senza per questo dipendere ed essere ricattate da nessuno; quando potranno esprimere se stesse nella loro vera natura, sostenute da una comunità solidale di donne e uomini che comprende l'importanza del compito sublime che madre natura ha dato loro e delle bellissime qualità connesse con l’essere donna.

Sono convinta che sia l’unione di individui diversi a fare la forza, e non l’omologazione di essi.

Allora perché non iniziamo noi, singoli individui sperduti, a costruirci il nostro tessuto sociale, la nostra famiglia allargata (riveduta e corretta!)? Con parenti, amici, vicini di casa? Spezziamo questa solitudine e proviamo a fare qualcosa per gli altri e ad accettare ciò che ci daranno in dono.

Costituiamo dei Gas, mettiamo a disposizione il nostro tempo libero per prenderci cura di nonni, bambini, orti, cibo, fonti energetiche e qualsiasi altra cosa sappiamo ancora fare o impareremo a fare!

Avremmo tutti meno bisogno di acquistare molte cose e potremmo lavorare sempre di meno ed ecco così che ritroveremmo il tempo per vivere che ci e' stato sottratto… e forse anche una nuova dignità!
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categorie: pensieri, acidità varia
lunedì, 05 ottobre 2009

mamma li cinesi!!!

I cinesi ci hanno copiato proprio in tutto, o quasi, spesso al tiggì (soprattutto in periodi in cui le notizie scarseggiano) non si sente parlare d’altro che dei sequestri di roba contraffatta proveniente dalla Cina, in genere si parla di borse e capi firmati, nei periodi più “intensi” si  parla di cibo, quasi mai (io direi mai, ma ‘un si sa mai…) di tecnologia…

Il mio capo a metà settembre è stato a Shanghai, è tornato portando alla mia collega (la quale gliene aveva fatto richiesta) uno Sci-Phone… e che cos’è uno Sci-Phone??

Non ci arrivate?

Proprio no?

Sci-Phone? I-Phone? Non è evidente? E vabbè ma tutto io vi devo dire?

Ebbene sì, le ha portato una bellissima riproduzione in bianco di un I-Phone, uno Sci-Phone, ovviamente non così multifunzionale rispetto all’originale, ma fa, comunque, la sua (s)porca figura all’occhio del non esperto!! Dopo i primi due giorni di panico, la mia collega non è proprio pratica di tecnologia (anche se copiata) dell’ultima ora è persino riuscita ad incastrare la scheda del telefonino aziendale nell’aggeggio, io ero già pronta a smontarlo con cacciavitini da orologiaio ma il capo è riuscito (strano a dirsi vista la sua abilità manuale assente) a sbloccarla con un’attache…

Ad ogni modo, dopo i primi approcci un po’ ansiosi, la parte divertente è stata la scoperta  della traduzione delle parole dal cinese e/o dall’inglese…

Già precedentemente ho espresso il mio “amore” per il traduttore automatico di google, qui lo ribadisco,lo trovo un ottimo affare per farsi grosse risate, pessimo invece in caso di necessità di comunicare/tradurre qualcosa di importante.

Di seguito un mini elenco di alcune delle parole o frasi che ho potuto copiare:

-          Ciarlare = chattare (ce può stà, concediamoglielo)

-          Ha trasmetteto il messaggio = al di là della più banale correzione grammaticale, chi ci potrebbe arrivare che è la cartella “messaggi inviati”??

-          Ricevere il Modo = boh?? Che modo? (“Ma che modi sono????!!!”)

-          Ha leggeto il messaggio = messaggi ricevuti, quindi letti o meglio leggeti…

-          Incanalare il Impostazionio = non ne ho la più pallida idea…

-          [Ogni volta che si fa qualcosa (a meno che dio non dover fare altro di più “complicato”) il cellulare ti scrive] in basso a sinistra: “va bene” = ok/opzioni  in basso a destra “dietro” =esci

Agli sms:

-          Sagoma = modello di messaggio, quindi i messaggi già pronti (tu ssì proprio na sagoma!!!)

-          Impostazioni di messaggio = opzioni

-          Master Done = abbiamo finito di scrivere e:

1.       Usare la sagoma

2.       Inviare soltanto

3.       Risparmiare (ti pregooooo abbi pietà di me, risparmiami!!!!) ed inviare

4.       Risparmiare

5.       Inviare a Molto (o a Poco? Sì ma a Quanto?)

6.       Inviare dal Grupo

Testo di Formato:

-          Misura di testo:

1.       Piccolo

2.       Mezzo

3.       Grande

-          Stile di testo:

1.       Audace

2.       Corsivo

3.       Sottolineare

4.       Strike through

-          Organizzazione di telefono

1.       Il tempo (si possono controllare gli elementi? Far piovere?) e Data

2.       Pianificare il inserito/via di potere (“Ho il potere nelle mie mani!!!”)

3.       Lingua

4.       Il tipo di codifica predefinito

5.       Mostrare la Caratteristica (di cosa????)

6.       Testo di saluto (…)

7.       L’Aggiornamento Automayico di data e di temp

8.       Handwriting

-          Organizzazione di reta

-          Organizzazione di sicurezza

-          Calendario

o   Opzione

1.       Vedere gli Incarichi (saranno mica gli appuntamenti?)

2.       Add Task

3.       IL salto di datore (già mi vedo a saltare il mio datore di lavoro, il quale mi guarda terrorizzato perché non capisce perché lo faccio!!)

4.       (….)

-          Multimedia

o   Registrazione sano (il cellulare forse mette a disposizione un registratore malato di febbre suina, ma non sono riuscita a scovarlo, peccato! Avrei saputo come sfruttarlo!!)

Tutti gli errori qui sopra non sono miei (phew…per fortuna!!) ma copiati dal cellulare…

Ovviamente non ho potuto copiare tutto il cellulare, perché non potevo sequestrarglielo per un’intera giornata, questo è quanto ho copiato in ½ ora di smanettamento, mio malgrado non sono molto pratica di nessuno dei due (originale e copia), ma mi riprometto di studiarmi la copia!!!

postato da: AiLund alle ore 17:19 | link | commenti (1)
categorie: office, faccio finta di sapere, acidità varia
mercoledì, 23 settembre 2009

quando l'ormone chiama

LUI, giocando: Il bush, il deserto australiano, ti piace?
IO: Non lo conosco.
LUI: Allora documentati in fretta. Il bush australiano non è abbastanza fitto per scappare da una donna che vuole un figlio da te.
Daniel Pennac "Ultime Notizie dalla Famiglia"

ecco, io questo post lo dovevo già scrivere prima delle vacanze, ed invece ho fatto la pigra...ed ora sono circondata...

verso maggio/giugno la sensazione era che, come mi giravo, beccavo tutte puerpere - il termine è terribile, ma che ci metto? donne gravide, donne incinte? boh... - una amica dei tempi delle elementari, la collega in direzione, la figlia dei vicini (sposata da anni - facevo il liceo - ed ora 2 gemelli!!), una ragazza dei tempi del catechismo... come mi giravo solo panze enooormi, che parevano aver ingoiato un cocomero...alla fine, giusto così en passant, dico ad Igor di questa mia sensazione, la risposta, secca e geniale: "Guarda che non è una malattia, non s'attacca eh?"

qualche settimana fa mi chiama in pausa pranzo: Igor: "C e sua moglie aspettano un bambino" IO: "..." lui "..." Io "la cosa ti turba?" Lui "... no...è...sono contento per loro..." qiu non me la racconta giusta... Il cuginastro poi, ora convive pure, lui vorrebbe una squadra di pallavolo, non dei figli, spara cifre varie, so che ha già in mente i nomi, vediamo se la sua ragazza riesce almeno a farlo ragionare sul "quantitativo" di prole desiderata!!

così venerdì scorso, esco  per bere una cosa con un'amica, conosciuta tramite il cuginastro, e lei mi fa: "sai l'anno prossimo, se S. non rimane incinta, lei ed A. si vanno a sposare in Messico (nb:loro sono già sposati, ma lei vuole sposarsi anche nel suo paese...)" io: "ah...in Messico...che bello!" Lei: "ad ogni modo S. è bella agguerrita....ha detto che vuole un figlio a tutti i costi, quindi non è detto che lo facciano..." io"...ah...agguerrita..." Lei: "eh sì, eppoi anche G. e G. aspettano...è una bambina dopo il maschietto ora hanno la famiglia del Mulino Bianco!!...anche io vorrei un figlio, io e L ne stiamo parlando forse prima dei miei 34 anni, e tu non vuoi un figlio??" io "... .... ehm...no, sai com'è mi sento così precaria, non ho uno stipendio che mi permette di vivere per conto mio figuriamoci che mi permetta di mantenere un figlio!" Lei: "eh già, hai ragione..."

il fatto è, ma se io non ho ancora neanche parlato di convivenza col mio Lui, come posso mettermi a pensare di mettere in cantiere un pargolo??

ma poi, soprattutto, ma che hanno tutti? s'è impazzito l'ormone? la natura chiama? beh...se è così, posso dire che il mio attualmente è silente, la natura non s'è fatta viva ed Igor, lo so che mi stai leggendo, adesso puoi ritornare a respirare, ancora nulla di nuovo da questo fronte... poi in caso ti regalo una bella guida dell'Australia!!

Ad ogni modo, non è che sono contraria all'avere i figli, ma al momento non sento la necessità di farli... sbaglierò? forse... ma aspetto di esserne in grado...

(...)Ma chi mi ha convinto è stato Stojil, tuo zio Stojilkovicz che non conoscerai... Ed è la prima disgrazia della tua esistenza a venire.
 ...
Sono andato a giocare a scacchi con lui, nella sua cella, due giorni prima della sua morte. Ti riproduco la nostra conversazione.
IO: e2e4
LUI: e7e5
IO, giocando: Julie vuole un figlio...
LUI, giocando: Ti piace l'Australia?
IO, giocando: L'Australia?
LUI, giocando: Il bush, il deserto australiano, ti piace?
IO: Non lo conosco.
LUI: Allora documentati in fretta. Il bush australiano non è abbastanza fitto per scappare da una donna che vuole un figlio da te.
 IO:  ...
 LUI, giocando:  Il mio alfiere in c4. (...)
Daniel Pennac "Ultime notizie dalla famiglia"
postato da: AiLund alle ore 15:23 | link | commenti
categorie: pensieri, igor, faccio finta di sapere, acidità varia, mentals
martedì, 04 agosto 2009

l'inglese creativo

lavoro con molte aziende che hanno a che farer con l'estero, e, più passa il tempo, e più m'accorgo che per loro l'inglese è optional, per fare affari all'estero, per vendersi in terra straniera ritengono ininfluente il conoscere almeno un poco, o almeno in maniera decente la lingua della terra d'Albione....

...altre voltre s'affidano ad un inglese che definire creativo è una cortesia non da poco....

la mail che è arrivata oggi ne è un esempio:

Dear Sirs,
With the present one (con il presente uno) we inform you that the offices of Xxxxplus will close for the Holiday Summery (non dico nullafrom 10 August to 21 comprised August (questo è un genio dell'ordine delle parole, in più ha usato un verbo che ha tra i suoi significati: compreso, ma non viene poi usato in questo caso!!!).
Our activities will start 24 Mondays (??? quanti lunedì 24 ha Agosto? letta così sembra che siano 24 totali) August.
da quel poco di ricordo tra linguistica e lo studio dell'inglese si sono semplicemente limitati a tradurre dall'italiano (cosa sbagliatissima perchè si finisce con l'imitare la lingua madre...)
adesso scendo dalla cattedra prima di essere abbattuta....
postato da: AiLund alle ore 17:51 | link | commenti (1)
categorie: cultura, strani incontri, faccio finta di sapere, grezzacce varie, acidità varia
lunedì, 20 luglio 2009

ora serviamo il numero...

a casa è diventata un'impresa sedersi al pc, c'è sempre qualcuno che sta già lì, e si libera solo negli orari più improbabili, quelli notturni, che io normalmente preferisco, ma dopo 3 mesi di fuoco al lavoro non ci riesco proprio, quindi, dopo la telefonata "della buona notte" con Igor (che non sempre è particolarmente lucida) me ne vado a letto prima delle mie canoniche 2 di notte...

in più, se provo a sedermi appena lo trovo libero, non riesco a starci in pace neanche per un minuto....

del resto mia sorella, ora che s'è laureata, ha molto tempo libero, e mio padre, ora che ha la sua bella EOS 5D, vuole imparare tutto sui programmi per lavorare sulle foto digitali... ma anche io ho una macchina nuova (una eos 350D!!) ed anche io vorrei potermi mettere a lavorare sulle, poche, foto che ho fatto (ad oggi è stata usata più da mio padre, Igor e chiunque altro che da me....ssigh!)

venerdì, rientrando a casa, ho trovato pc acceso e nessuno davanti... oh gaudio! mi siedo e decido di mettermi a lavorare alle foto scattate durante la festicciola di compleanno fatta a casa (piccina picciò perchè mi sentivo malissimo...ed ancora non ho festeggiato a dovere...sssigh!) perchè la mia amica Silvia mi ha minacciata di morte se non le pubblico su fb, ma per farlo le devo ridurre un po'...

mi siedo, apro photoshop, inizio ad aprire tutte le foto.... si affaccia mio padre: "posso sedermi? prometto che sto buono, non ti faccio caldo!" - il pc acceso in camera mi riscalda tutto l'ambiente fino al giorno dop,o e appena entro in stanza e sento l'afa provocata dalle altrui navigazioni/lavorazioni/qualunque altra cosa sparolaccio in turkmeno - lo guardo, lo lascio sedere e bofonchio un "ok", lui: "che fai?" io: "riduco le foto del mio compleanno, Silvia le vuole", "come le fai? io devo ridurre quelle di Roma Si Libra per quello scrittore", "guarda io faccio così" segue breve e rapida spiegazione su come riduco le foto, ma tanto è già la 3a volta che glielo faccio vedere/fare, e poi brontola che non ha capito, che lo faccio troppo velocemente (ma se glielo faccio fare!!) quindi decido che si può fare con un po' di calma bradipesca, che glielo posso far fare, che tanto ci metto 2 minuti a caricarle su fb, gli cedo il mouse e gli faccio fare un primo giro dicendogli passo passo quello che deve fare, secondo giro uguale, dal terzo chiudo la bocca e mi limito ad intervenire se sbaglia, al 9° già non ricorda più i passaggi, arrivato all'ultima foto si gira e mi fa: "ed ora facciamo le mie di foto?" vorrei prenderlo a capocciate, ma c'ero prima io!!! non è giusto! insomma io sto fuori tutto il giorno, se poi voglio mettermici io al pc e starci in santa pace???

intanto s'è pure fatto tardi, c'è la festa di laurea di mia cugina Elena, mi devo lavare che tra la giornata lavorativa e l'afa che c'è in stanza,causata dal pc, mi sento unta come un bel pezzo di pizza con la porchetta... quindi, sibilando tra i denti, gli lascio il pc, dopo avergli insegnato per l'ennesima volta a controllare dove sta salvando le foto che sta sistemando (perchè poi mi viene a cercare perchè non sa dove sono), acchiappo i vestiti puliti ed asciutti...

uscita dalla doccia prendo la reflex (che poi passerà di mano in mano e verrà riportata a casa da mio padre) e finalmente usciamo

ieri sono rientrata dal mare e mi fa: "ah! ti ho caricato le foto sul pc, ma non le ho cancellate dalla memory!"...mo pure quello non posso più fare per conto mio?? volevo riguardarle, per vedere quelle che aveva fatto Igor nella pineta di Santa Maria della Pietà mentre io dipingevo con gli acquerelli....

...non ci sono...le HA cancellate...

mi sono rifiutata di accendere il pc, sennò mi ritrovavo tutta la famiglia in camera!!!

postato da: AiLund alle ore 14:04 | link | commenti (1)
categorie: post inutile, la mia famiglia ed altri animali, acidità varia
martedì, 19 maggio 2009

nella fattispecie i padri...

nella fattispecie i padri erano due...

...anche i figli erano due...

...peccato che erano due gemelli...

...o quasi...

è notizia di ieri sera della donna che in America ha avuto due figli da due padri, i figli in questione, fino alla prova del DNA, erano gemelli...

...dopo il DNA non so come andrebbero considerati...

due spermatozoi arrivati al traguardo quasi in contemporanea che al fotofinish i giudici di gara (in questo caso l'ovulo materno) non hanno saputo dire chi fosse il primo? ma allora dove va a finire la frase "consolatoria": "ricordati che (almeno) una volta sei stato il primo"???

dette queste str... andiamo ad analizzare il commento della madre, che almeno per un po' si dev'essere divertita, "ma tra tante donne doveva capitare proprio a me?" beh...è vero ci vuole sfiga... ma pure te... con uno dei due (magari con l'amante, suggerirei...) qualche precauzione la potevi prendere, no? costava troppo? l'uso dei contraccettivi nei paesi del terzo mondo è sconosciuta... di dov'è questa? aaahhh...americana...il paese del contraccettivo più sicuro di tutti: la castità...

dopo il "ma che sfiga!" di rito ha aggiunto: "per fortuna che il mio compagno è buono e mi ha perdonata!!"... prego? cornuto e mazziato... e pure fesso??? ad ogni modo la felicissima coppia (così felice che lei aveva bisogno del diversivo) ha deciso di escludere il padre naturale del gemello "illegittimo"... su questo punto ho solo un piccolissimo dubbio, visto che i due sono innegabilmente fratelli, ma decisamente diversi (finalmente ho capito il concetto di "gemelli diversi"!!), arriveranno a capire la verità no? e come la spiegheranno al gemello di serie b? ed il padre cornuto, come farà ad allevare un figlio non suo? soprattutto dopo averlo scoperto in questa maniera?

ai reality l'ardua sentenza...

postato da: AiLund alle ore 22:03 | link | commenti
categorie: post inutile, acidità varia
mercoledì, 13 maggio 2009

wonderbra II

stamattina, in vena di essere spiritoso, il mio shatzi mi dice: "ho trovato il reggiseno adatto per te!! l'hanno inventato in Giappone ed è un reggiseno che si apre solo quando ti sposi!!"
stamattina non ero di buon umore: “e perché dovrebbe essere adatto per me?? Mi devo sposare??”
ha subito ripiegato, coda tra le gambe (che donna acida che sono) sulla poca praticità dell’attrezzo, che non si sa come permetterebbe di lavarsi…
e mi viene da chiedere, ma al mondo esistono donne che si metterebbero una trappola simile addosso? Sembra quasi la cintura di castità di Lady Marian di “Robin Hood un uomo in calzamaglia” di Mel Brooks, solo che come chiave ci vuole l’anello… e quanti uomini avrebbero a piacere di avere a che fare con donne che indossano queste…”casseforti” per tette??

ad ogni modo spqg = Sono Pazzi Questi Giapponesi

postato da: AiLund alle ore 15:54 | link | commenti (2)
categorie: post inutile, youtube, acidità varia

Chi sono

Utente: AiLund
Nome: Ai
Al momento non più Disoccupata... in cerca di...non tanto di occupazione (fissa o non fissa questo è ancora il dilemma)per 18 mesi sono sistemata...in realtà un po' di soldini in più non mi farebbero schifo...veniale? beh... forse...ma non di solo pane vivo...eppoi...per essere indipendente questo e altro!!! in continuo contrasto con: me stessa medesima, la bilancia, mom, ed il mondo intero... vivrei con la macchina fotografica in mano, per fissare i momenti e le emozioni...ma quello che rimane impresso è solo una sfumatura... totalmente fuori di brocca... di me dicono...che servono le istruzioni...

Le nuvole...

"Le nuvole sembrano correre verso qualcosa o qualcuno stasera, ed io assecondo questo viaggio..."

disclaimer (qualunque cosa sia...)

questo blog non è da considerarsi una testata giornalistica, in quanto aggiornato senza periodicità. Non è quindi da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001..."

Acronimo

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"Il ridere è bello, Tu sei bella, Ancor più bella sei quando ridi"

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You scored as Oliver Wood. You're an extremely hard worker. When you set a goal for yourself, you tend to be reckless about it. You're not a sucker for pain in the slightest. When you win something, you love to brag about it and shower in your glory. But sometimes it's best to let go of all this and just concentrate on having fun.

Oliver Wood

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Sirius Black

88%

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75%

Harry Potter

72%

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69%

Bellatrix Lestrange

66%

Percy Weasley

63%

Hermione Granger

63%

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Which Positive Quality Are You?
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You are Friendship. Friends are those who can be counted upon in times of need. Friends are those who share in your joys and your sorrows. Friendship unites us with others beyond family and brings happiness and comfort to our lives. "Friendship is a single soul dwelling in two bodies."

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What's good about you: you're incredibly kind, caring, and generous. What's bad about you: you can be too moody and impossible to understand. In love: you enjoy wining and dining the object of your affection. In friendship, you're: likely to depend on other friends for emotional support. Your ideal job: historian, marine biologist, or religious figure. Your sense of fashion: you dress to match your mood. You like to pig out on: classic home cooked meals, like mac and cheese.
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